La selezione del cane si perde nei secoli.

Prima c’è stata la selezione naturale, poi l’uomo ci ha messo del suo.
Il cane doveva essere utile, era la vita quotidiana a valutare se fosse adatto al suo ruolo.

Successivamente si è sentita l’esigenza creare le prove di valutazione zootecnica: non era più possibile dover aspettare che un ladro tentasse il furto per stabilire il valore delle doti naturali del cane.

In questo contesto nasce da prima l’SCH, poi l’IPO e dal 1 gennaio 2019 l’IGP.

Lo scopo di queste prove è valutare le doti naturali del cane mantenendo la salute con simulazioni il più possibile imparziali al fine di migliorare la selezione.
In queste prove ogni cane deve dimostrare di possedere le doti caratteriali che la razza richiede unita ad un buon grado di addestramento.

Nelle prove di Utilità e Servizio la collaborazione con il conduttore è un elemento imprescindibile.

Prima di cimentarsi nelle prove IGP è necessario che il cane abbia superato la prova BH e abbia compiuto almeno 15 mesi il giorno della gara.

Le prove sono divise in 3 classi con crescente livello di difficoltà, per passare alla classe successiva il cane deve conseguire almeno il 70% del punteggio in ciascuna sezione.

Per ogni classe è necessario gareggiare nelle tre sezioni di cui è composto: Pista, Obbedienza, Difesa. È possibile partecipare ad una sola sezione come “prova sul campo” ma non avrà valore ai fini del conseguimento del brevetto.

SEZIONE A – PISTA

Al cane viene richiesto di seguire una traccia lasciata da un uomo che cammina e segnalare degli oggetti che verranno posati lungo il percorso.

Con l’aumentare del brevetto aumenta la difficoltà:

  • IGP 1: 300 passi, composta da 3 lati e 2 angoli tracciata dal conduttore, lasciata invecchiare 20 minuti e con 3 oggetti.
  • IGP 2: 400 passi, 3 lati e due angoli tracciata da un estraneo, lasciata invecchiare 30 minuti e con 3 oggetti.
  • IGP 3:  600 passi, 5 lati  4 angoli tracciata da un estraneo, lasciata invecchiare 60 minuti e con 3 oggetti.

Maggiore sarà l’entusiasmo, la costanza e l’attenzione del cane, maggiore sarà il punteggio.

Trattandosi di una prova che viene eseguita su terreni naturali sempre diversi per ogni gara verrà considerato nella valutazione anche la difficoltà del terreno e le condizioni climatiche.

SEZIONE B – OBBEDIENZA

In questa sezione si ha la massima dimostrazione della sintonia con il conduttore.

Anche qui gli esercizi diventeranno sempre più complessi con l’avanzare del livello.

Cane e conduttore devono avanzare compiendo curve a destra, a sinistra, dietro-front e soste. Per tutto il tempo il cane deve stare gioiosamente alla sinistra del conduttore, con la spalla all’altezza del ginocchio, e deve guardarlo attentamente per cogliere al volo ogni ordine che gli verrà impartito.

Vengono chieste differenti posizioni (seduto, terra, in piedi) a differenti velocità di marcia.

A seconda della posizione richiesta anche il ricongiungimento del binomio sarà differente: per il seduto sarà il conduttore a tornare dal cane, dopo il terra il cane raggiungerà il conduttore sedendosi frontale prima di tornare al piede.

L’esercizio successivo è il riporto di un oggetto in legno che avrà grammature differenti a seconda del livello o del tipo di ostacolo da superare: nessuno nel caso del riporto in piano, un salto di un metro o la scalata di una palizzata.

Penultimo esercizio è l’invio in avanti con terra. ll cane su comando del conduttore deve correre in avanti e fermarsi quando viene impartito il comando terra.

La sezione si conclude con il cane che viene messo a terra mentre il cane successivo inizia la prova. Anche qui la durata dell’esercizio cresce con l’aumentare del livello.

SEZIONE C – DIFESA

Sicuramente la sezione più fraintesa di tutta la competizione. Stabiliamo un punto di partenza: il cane morde perché non ha le mani. Come potrebbe bloccare un malintenzionato senza  usare la bocca? In più i morsi vengono effettuati su una manica apposita, senza quella il cane non morde.

L’aggressività viene canalizzata totalmente sul gioco (la manica appunto) e non sulla persona. Un cane che morde in qualsiasi altro punto viene immediatamente squalificato. Come detto all’inizio lo spirito dell’IGP è valutare le doti del cani su situazioni di pericolo simulato, e come ogni simulazione viene effettuata cercando il massimo livello di sicurezza anche per i figuranti.

Tutta questa fase può essere riassunta immaginando una situazione di difesa reale.

Il cane cerca il figurante dietro appositi nascondigli, ispezionandoli tutti secondo un ordine prestabilito. Appena lo trova dovrà abbaiare per avvisare il conduttore. Il conduttore richiama il cane e il figurante tenta la fuga. Durante la fuga il cane morde la manica e deve mantenere salda la presa anche in movimento.

Un secondo dopo la fermata del figurante il cane smette di mordere su comando ma resta vigile.

Successivamente il figurante tenta un attacco sul cane (sempre simulato!!) che deve affrontarlo con tenacia e sicurezza.

Dopo il comando lascia e il ritorno del cane al fianco del conduttore il figurante procede seguito dal binomio.

Nuovo attacco e nuovo morso.

Con il nuovo regolamento IGP non è più richiesto il disarmo del figurante con consegna del bastone al giudice.

Un ulteriore attacco viene effettuato mentre il cane corre a prendere il figurante in movimento ad una distanza di 50 metri.

il conduttore da distanza ordina il lascia e anche qui abbiamo un ulteriore riaffronto.

La sezione C è conclusa.