Il cane educato

A cura di Anna Canavese

Spesso e volentieri, soprattutto dopo l’avvento dei social e della conseguente diffusione di informazioni in molti casi false ed inesatte, sempre più proprietari arrivano al campo con le idee davvero confuse, riguardo l’importanza ed il significato di impartire un’educazione al proprio cane. “A me interessa solo che non tiri al guinzaglio”, “Vorrei solamente che tornasse quando lo chiamo”, “Desidero che mi dia retta e che mi ascolti”, “ Ho visto un tutorial in cui ti insegnano a non far tirare il cane in due ore”, “Ma il cane non soffre se gli insegno a sedersi quando glilo chiedo?”…queste sono alcune delle frasi più frequenti.

Naturalmente, nessun professionista degno di essere tale, potrebbe aiutare i proprietari ad ottenere simili risultati, senza impostare un tipo di lavoro assolutamente di più ampio respiro, che affondi le sue radici nella collaborazione tra cane ed umano e nello sviluppo di una corretta relazione tra i due.

Vediamo allora di fare un po’di chiarezza a riguardo:

1_ Nessun (e dico nessun) corso online vi può insegnare a gestire il vostro cane. Dispiaciuti? Immagino. Se avete deciso di seguire un percorso educativo con il vostro animale, preparate scarpe comode ed abbigliamento sportivo, perché sarà necessario “sporcarsi le mani”. Dovrete lavorare all’aperto, sia in campo che in zona urbana e spesso tornerete a casa luridi di fango e bava. Sapete perché? Affinchè noi possiamo insegnarvi a porre le basi per una collaborazione positiva ed una solida relazione con Fido, è proprio indispensabile che noi Fido lo vediamo e che vediamo anche voi. E non perché siamo dei cialtroni a caccia di denaro, ma perché dobbiamo valutare le caratteristiche e le eventuali problematiche del cane; ed anche perché è necessario capire quali siano le vostre di caratteristiche. Non è che, per esempio,  possiamo insegnare il gioco e la condivisione nello stesso identico modo ad un trentenne con un Border collie e ad una signora di sessanta (magari con problemi di artrosi alle ginocchia) con un Pastore del Caucaso. Pur seguendo una linea di lavoro comune, ogni binomio presenta caratteristiche del tutto a sé stanti e di conseguenza necessita di un lavoro cucito “su misura”.

2_ Diffidate SEMPRE da chi promette di risolvere i problemi in poche ore. Noi non siamo il Mago Zurli’ ed i vostri cani sono esseri viventi. Non funziona come quando si guasta l’asciugatrice, chiamate l’idraulico, problema risolto. Eh no. Ci vuole tempo, impegno, tanto lavoro e pazienza. Per insegnare al vostro cane a tornare al richiamo o a non tirare al guinzaglio (cosa che a tanti di voi sembra banale e scontato), sono necessari tanti elementi fondamentali. Che fra voi due ci sia una relazione, ad esempio. Magari fondata sulla collaborazione, il rispetto reciproco e la fiducia. E non è che tutto questo accada per magia e tutti a cena…bisogna lavorarci, magari tanto, magari tantissimo. A monte di ogni esercizio che vi verrà insegnato, ci saranno proprio questi due elementi: relazione e collaborazione, senza i quali, difficilmente avrete un cane che “vi dia retta”. Siate dunque pronti ad impegnarvi e soprattutto a lavorare in maniera costante e quotidiana.

3_Educare il cane non è una cosa brutta. Su questo punto vorrei essere ben chiara, visto cosa si legge su internet. Nell’insegnare ad un cane le regole basilari di educazione, affinchè sia per voi gestibile e perché possiate godervelo davvero, senza che rappresenti un fastidio o un pericolo per gli altri, non vi è davvero NIENTE di terribile o benchè meno, di sbagliato. Al contrario, se ognuno di noi gestisse il proprio cane in maniera civile e responsabile, rispettando anche le leggi in materia, gli incidenti sarebbero praticamente vicini allo zero. Insegnare a rispettare delle regole (a tutti, mica solo ai cani, eh!?) è fondamentale affinchè possa esistere una società armonica, nella quale la mia libertà finisce dove incomincia quella dell’altro; nella quale esista il buonsenso ed il rispetto reciproco. Le regole possono non piacere a tanti, ma esistono allo scopo di garantire una società ordinata ed attenta ai bisogni di tutti. Dunque, educando il vostro animale, non solo ne beneficerà in maniera sostanziale la vostra relazione, ma anche la società intera.

4_ Gli Istruttori e gli Educatori cinofili non sono cattivi. Spesso, soprattutto ultimamente, veniamo dipinti in maniera negativa e denigrante, specialmente sui social. Scrivono che siamo figure ormai datate e superate, che siamo malvagi poiché insegniamo delle regole e quindi limitiamo la libertà del cane. Certo, sappiate che, come in tutte le altre categorie lavorative, esistono i competenti e gli incapaci, ma non fate mai lo sbaglio di fare di tutta l’erba un fascio. Noi lavoriamo allo scopo di insegnarvi come costruire una relazione duratura, sana ed equilibrata con il vostro animale. Cerchiamo di insegnarvi a gestire il vostro cane in modo tale da poter essere inserito perfettamente in famiglia ed in società, cosicchè possiate davvero godere di un rapporto pieno ed appagante. E per fare tutto ciò le regole servono eccome, anzi, sono davvero indispensabili.

5_ Evitate come la peste qualunque consiglio online. Il cugino, la suocera, il perditempo, il saccente, l’onniscente oppure l’hater di turno, non ha le competenze necessarie per fornirvi alcun consiglio utile per il vostro cane. Ogni cane, come già detto più in alto, è un individuo a sé; ogni cane ha caratteristiche che lo rendono unico, come unico è il contesto sociale in cui vive. Nessuno, che non abbia visto e valutato di persona voi, il vostro animale ed il contesto in cui dimora, potrà mai elargirvi consigli di alcun interesse o utilità. La cinofilia si fa in campo, non online. Grazie al cielo.

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