Cane cattivo

A cura di Anna Canavese

Se avessi un centesimo per ogni volta che ho incontrato cani liberi in area urbana, in barba alla legge vigente, ora sarei ricca. Se ne avessi due per ogni occasione in cui, alla mia richiesta di mettergli il guinzaglio, mi è stato risposto: “Ma guardi che il mio è bravo”, sarei davvero ricchissima.


Facciamo subito una doverosa precisazione: l’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 Agosto 2013 (art. 1, comma 3), impone l’obbligo di condurre il cane in area urbana e nei luoghi aperti al pubblico, legato con un guinzaglio FISSO della lunghezza di mt 1,50. Naturalmente, al fine di garantire la sicurezza ed il rispetto di tutti. Altrettanto naturalmente, essendo il nostro Paese notoriamente…”elastico” in materia di applicazione e rispetto della legge, passeggiando in città, salteranno subito all’occhio quelle 2/3 persone che il proprio animale, al guinzaglio lo tengono per davvero. 


Li si nota subito quei biliosi che rispettano le regole, in barba all’attuale anarchia dilagante, specialmente se hanno buon carattere e conducono cani di media-grande mole, magari un filino impegnativi. Li vedi fare la gimcana sotto i portici in via Po; pregare di trovare un portone aperto in cui infilarsi, dovesse girar proprio male; provare a stare fermi immobili nella speranza di non essere notati, che nemmeno Lara Croft in modalità furtiva.

Li noti subito, quegli sciocchi, sono coloro che domandano se il cane dà fastidio a qualcuno quando entrano in un esercizio pubblico; sono gli stessi che al parco possono andare solo ad orari improponibili, onde evitare l’assalto dei cani sciolti; sono quelli che, anche in montagna, tengono il cane sulla lunghina da 10 mt, onde evitare di disturbare la fauna selvatica e se passano tutta l’escursione a dare e recuperare guinzaglio, va bene così.

Sono però i medesimi che, di solito, sanno gestire il proprio animale in maniera tale da non recare danno o disturbo a nessuno (sarà un caso??); i loro cani sanno stare seduti o accucciati, non saltano in faccia ai bambini e di solito sopportano anche quello “che ne sa di più” e gli si ficca con la faccia davanti al naso, perché lui sa bene quel che fa. Nota bene, quegli stolti, non rispettano le regole di buon senso e civiltà per la gloria o perché portino al guinzaglio la tigre del Bengala, ma solo ed esclusivamente perché in loro esiste una cosa (sconosciuta ai più ormai, ahimè) che si chiama rispetto.

Esiste, nel caso, la consapevolezza di ciò che si conduce (non tutti i cani portano rotoli di carta igienica in bocca, non tutti amano i propri simili, non tutti adorano l’uomo, né magari, amano farsi spupazzare da un perfetto estraneo, che con la vocina da cartone animato, li prende per la testa chiamandoli “Ammmmoreeeeee”). Esiste, semmai, l’intelligenza di evitare situazioni potenzialmente pericolose per il proprio cane e per quelli degli altri.

Ecco, costoro, questi poveri sciagurati, escono ogni giorno con il proprio animale, sapendo già di non potersi godere una passeggiata tranquilla. Ne sono consci e si sono messi l’anima in pace; si sono studiati percorsi e orari idonei, onde evitare spiacevoli incontri. Hanno proprio accettato l’idea di essere limitati da tutti coloro che portano i cani liberi, senza porsi domanda alcuna. E magari la cosa li scoccia anche, ma va bene così.


E poi, come se non bastasse tutto questo, ecco che arriva lui, l’undicesima piaga d’Egitto, uno straordinario insieme di ignoranza, superbia, arroganza e maleducazione, che sbuca fuori all’improvviso, dal tuo percorso ormai abituale. Cane sciolto e attaccabrighe; mentre corre verso di te, tu sai cosa potrebbe accadere e ti metti a pregare tutte le Divinità conosciute, anche se sei Ateo. Gli urli di richiamare il cane e lui ti ride in faccia, dicendo che il suo è “bravo” e se il tuo è “cattivo” sono affari tuoi. E’ talmente limitato, quel padrone, che nemmeno gli passa per la testa che il suo stesso cane, potrebbe farsi male in caso di zuffa.

Allora tu (che cerchi di rimanere glaciale, ma in realtà ti sta per venire un colpo apoplettico), ti infili al bar e lasci che i due continuino la passeggiata in libertà. Tu rispetti la legge, hai insegnato al tuo cane ad ascoltarti, hai cura di non recare danni o fastidi agli altri, hai a cuore la salute del tuo animale e quella degli altri e te ne stai lì…barricato nel bar, guardando il tuo cane con aria dispiaciuta e rassegnata. L’altro padrone invece, che non rispetta nulla al di fuori di se stesso, che è talmente ignorante da non curarsi nemmeno del proprio animale, è la fuori a godersi la passeggiata ed a farsi baciare dal sole.

Qualcosa non torna, vero?

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